Interventi sull’esistente
Aprire un vano in un muro portante: norme, cerchiatura e pratiche
Perché un’apertura in un muro portante va progettata, che cosa fa una cerchiatura e quali passaggi servono, dal sopralluogo alla fine dei lavori.
Di Ing. Matteo Scotti ·

Aprire una porta tra cucina e soggiorno o allargare un passaggio è tra gli interventi più frequenti nelle ristrutturazioni. Quando il muro è portante, però, non si tratta di una semplice demolizione: la parete sostiene i solai e, negli edifici in muratura, è uno degli elementi che resistono al terremoto.
Perché il muro portante è importante
Una parete portante svolge due compiti. Trasmette al terreno i carichi verticali dei solai e dei piani superiori e, insieme alle altre pareti, assorbe le azioni orizzontali dovute al sisma. Un’apertura interrompe la parete: i carichi verticali devono essere deviati attorno al vano e la parete diventa meno rigida e meno resistente alle azioni orizzontali.
Il secondo effetto è il meno intuitivo. Una parete indebolita cede parte del proprio compito alle pareti vicine, che possono trovarsi più sollecitate del previsto. Per questo l’apertura va valutata nel contesto dell’edificio, non solo come un foro da sostenere con un architrave.
Che cosa prevede la norma
Le Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC 2018) classificano gli interventi sugli edifici esistenti in tre categorie: riparazione o intervento locale, miglioramento e adeguamento. Una nuova apertura in una parete portante viene normalmente progettata come intervento locale, a condizione di dimostrare che non riduce il livello di sicurezza preesistente.
In pratica, la Circolare applicativa chiede di verificare che la parete modificata non cambi in modo significativo la propria rigidezza e che la resistenza e la capacità di deformazione non peggiorino. Il progettista confronta quindi la parete nello stato attuale con quella nello stato di progetto, con il vano e il suo rinforzo, e dimensiona l’intervento finché il confronto è soddisfatto.
Che cos’è una cerchiatura
La cerchiatura è un telaio inserito nel vano e collegato alla muratura. Ha due funzioni:
- sostenere i carichi verticali sopra l’apertura, tramite l’architrave;
- restituire alla parete la rigidezza e la resistenza perse con l’apertura.
Si realizza di solito con profili in acciaio (singoli o accoppiati), più raramente in cemento armato. Il tipo di profilo, le dimensioni e i collegamenti dipendono dal calcolo: non esiste una cerchiatura standard valida per ogni muro. Contano lo spessore e la qualità della muratura, la luce del vano, i carichi sovrastanti e la posizione dell’apertura rispetto agli spigoli e alle altre aperture.
Come si svolge l’intervento
- Sopralluogo e rilievo. Si verificano tipologia e stato della muratura, i solai che vi appoggiano e la presenza di impianti o canne fumarie nella zona del vano.
- Calcolo e progetto. Si confrontano lo stato attuale e quello di progetto, si dimensiona la cerchiatura e si definiscono i dettagli di collegamento.
- Pratiche. Si predispongono i documenti per il titolo edilizio e per la pratica strutturale.
- Puntellamento e taglio. L’impresa puntella i solai, apre il vano secondo la sequenza indicata nel progetto e posa la cerchiatura.
- Controlli e chiusura. Si verifica la corretta esecuzione e si completano le comunicazioni di fine lavori previste.
Quali pratiche servono
Servono in genere due percorsi distinti. Il primo è il titolo edilizio presso il Comune: per gli interventi che interessano parti strutturali è di norma una SCIA, da confermare con il tecnico che segue la pratica edilizia. Il secondo è la pratica strutturale presso l’ufficio regionale competente, prevista dal DPR 380/2001: a seconda della regione, della zona sismica e della rilevanza dell’intervento può trattarsi di un’autorizzazione preventiva, di un deposito o di una semplice comunicazione.
Le procedure regionali sono diverse tra loro: il primo passo è sempre verificare quella in vigore nel comune in cui si trova l’immobile.
Se l’immobile è in condominio
Le pareti portanti fanno parte della struttura dell’edificio anche quando si trovano all’interno di un alloggio. Il Codice civile (art. 1122) vieta al singolo condomino opere che danneggino le parti comuni o ne riducano stabilità e sicurezza, e prevede che l’amministratore sia avvisato prima dei lavori. Un progetto strutturale che dimostri l’assenza di riduzione della sicurezza è anche lo strumento più efficace per informare l’amministratore e gli altri condomini.
Cosa preparare prima di contattare l’ingegnere
- Pianta dell’alloggio con la posizione e le dimensioni del vano desiderato.
- Fotografie della parete su entrambi i lati e dei locali adiacenti.
- Anno di costruzione e numero di piani dell’edificio, se noti.
- Eventuali progetti o titoli edilizi dell’immobile.
- Recapiti dell’amministratore, se l’edificio è in condominio.
Con queste informazioni è possibile valutare già al primo contatto la fattibilità dell’intervento e i passi successivi.
Questo articolo ha carattere informativo e non sostituisce la valutazione di un professionista sul caso specifico.